Blog di Arte da mangiare mangiare Arte

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Ornella Abbruzzini presenta: Cestino di Parmigiano

Ornella Abbruzzini presenta per l’iniziativa “Ricettario d’Artista” una creazione culinaria adatta al periodo estivo. La ricetta è semplice ma gustosa: un cestino di parmigiano  ripieno di  panzanella (pane raffermo bagnato, pomodori, mozzarella, basilico sale e pepe. Un piatto semplice ma gustoso, l’ideale per rinfrescarci in questi ultimi giorni di Luglio. 034fbe12-e3cd-43e6-8e1a-9913d009d2c0

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Olio Officina Festival 2018

Anche quest’anno Arte da mangiare mangiare Arte sarà presente all’Olio Officina Festival 2018, dedicato alla cultura del celebre alimento e ideata da Luigi Caricato. Il tema di quest’anno sarà Io sono un Albero, declinato in due differenti format: il primo, Chiome d’Artista, piccole installazioni da passeggio indossate dagli artisti medesimi, e Dipingere con l’olio, performance che si prefigge di mostrare le potenzialità di sperimentazione artistica del prezioso liquido.

Fra gli artisti presenti:

Chiome d’Artista: Ornella Bonomi, Clara Bartolini, Giuliana Bellini, Caterina Borruso, Silvia Capiluppi, Elena Cella, Ding Li, Vito Giacummo, Elmar Giacummo, Daniela Gorla, Nenè Greco, Francesco Lasalandra, Anna Mainardi, Maria Antonietta Rossi, Eugenia Scaglioni, Studio Pace10, Edy Persichelli, Salvo Maria Ruta, Maria Cristina Tebaldi, topylabrys, Franco Vertovez, Lucrezia Zaffarano. Inoltre saranno presenti gli studenti della classe 3A del Liceo Artistico Ambrogio Alciati di Vercelli coordinati dal Prof. Diego Pasqualin.

 

Dipingere con l’olio: Boboeem, Ornella Bonomi, Paolo Carnevale, Elena Cella, Fabio Fondacci, Daniela Gorla, Edy Persichelli, topylabrys, Lucrezia Zaffarano.

 

Il MAF (Museo Acqua Franca) a 360 gradi

Scopri la Realtà Virtuale al DepurArt Lab Gallery  – MAF (Museo Acqua Franca)!

Clicca su questa icona per iniziare la vista a 360 

Topylabrys


Studio Pace10 – Hydraulic Wood


Sfere


Claudio Gasparini – La cupola dei Makers

25 Novembre Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne

Domani 25 Novembre si celebrerà la Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne. In tutta Italia e nel resto del mondo si avvicenderanno manifestazioni e iniziative per dire finalmente “Basta” a qualsiasi forma di violenza, fisica o morale che sia, e per lottare per una reale parità di genere. Un tema quanto mai caldo, soprattutto a seguito degli scandali che nelle ultime settimane hanno coinvolto nomi di peso del cinema e del mondo dello spettacolo in un’escalation di accuse di molestie sessuali.

Tuttavia, non vogliamo parlarvi di Weisenstein o dell’ennesimo caso di “femminicidio”, né intendiamo stabilire chi è innocente o colpevole. Non vogliamo ricordare una forma di violenza economica e sociale come quella della disparità di trattamento economico fra uomini e donne. Né chiedere alle donne che abbiano oltrepassato i trent’anni quando mai avranno intenzione di diventare mamme.

Il nostro desiderio è, piuttosto, invitare tutte le donne a non perdersi d’animo, a esigere rispetto, a non credere a coloro che vorrebbero veder crollare la fiducia in loro stesse. A restare unite, vicine. E agli uomini che ci leggono e che amano queste donne vogliamo dire: combattete insieme a loro perché un mondo senza violenza, più giusto e più equo non può che essere costruito insieme a voi.

Una lotta gioiosa e creativa che abbatta preconcetti e pregiudizi, e sfili i paraocchi  di chi crede che un sesso sia migliore dell’altro. Una lotta che le artiste da secoli portano avanti coi nomi di Artemisa, Frida, Diane o Louise.

 

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Palestina-Toscana: un viaggio in Maremma tra cucina, cinema e fotografia nella città di Haifa.

Non solo a Milano! L’associazione culturale Arte da mangiare mangiare Arte sarà partner della Settimana della Cucina Italiana, curata da Vanna Mazzei presso l’Istituto di Cultura Italiana ad Haifa dal 20 al 26 Novembre. Tra le attività proposte, spicca la mostra fotografia di Marco Aurienti e Matteo Lausetti dedicata proprio alla Maremma, terra toscana ricca di tradizioni e sapori da scoprire. Per consultare tutti gli eventi, è disponibile il programma della rassegna sulla pagina: Programma della Settimana della Cucina Italiana.

Premio Umanitaria’ in Arte 2018

L’Associazione e Movimento di Pensiero Arte da mangiare mangiare Arte e il MAF- Museo Acqua Franca, indicono la prima edizione del Premio Umanità in Arte Milano 2018 finalizzato alla promozione delle arti.
Chi siamo:
Il Museo Acqua Franca nasce dall’esperienza consolidata della DepurArt Lab Gallery, a cura del Movimento di Pensiero Arte da mangiare mangiare Arte che nei suoi 22 anni di attività ha sempre promosso attività culturali e di pensiero a favore di una sensibilizzazione alle problematiche più urgenti del pianeta e della salvaguardia ambientale: sana alimentazione, inquinamento, distruzione degli ecosistemi, salvaguardia delle risorse naturali, eliminare gli effetti negativi della cattiva attività dell’uomo. In questa logica la DepurArt Lab Gallery e il MAF- Museo Acqua Franca attraverso i suoi collaboratori e artisti ha sempre cercato di avvicinare e sensibilizzare mediante l’uso dell’arte il maggior numero di persone. Da sempre l’arte è veicolo e strumento di riflessione, laddove invece altri strumenti di comunicazione hanno fallito.
La mission del Museo Acqua Franca
Il Museo Acqua Franca inaugurato durante il 3° Festival Internazionale dei Depuratori, progetto a cura di Arte da mangiare mangiare Arte, non a caso è situato all’interno di un impianto di depurazione, facendosi così portavoce dei valori morali del riciclo dell’acqua e della salvaguardia dell’habitat naturale. L’arte in questo contesto “depura” la visione, spesso negativa, che solitamente si ha di un luogo come un Depuratore e lo elegge a “Cattedrale Industriale dell’Uomo a servizio della Natura”, nuove “Terme del 3000” dove ritemprare lo spirito e il corpo.
Un Museo a Cielo Aperto
Il percorso museale ideato è incentrato sul tema della Purezza, le opere si fanno strumento di collegamento tra natura e la moderna tecnologia. Tutte le installazioni sono state realizzate tenendo conto di questa dualità per dimostrare che non sempre il progresso è sinonimo di distruzione del territorio, ma può essere un valido ed efficace mezzo di dialogo con l’uomo e la terra che lo ospita. Il Museo pone al centro delle proprie battaglie la sensibilizzazione sull’importanza dei Depuratori d’acqua come fonte di vita per i campi e quindi come garanzia di qualità dei prodotti agricoli che arrivano sulle nostre tavole.
Il Premio Umanità in Arte Milano 2018
Quest’anno Arte da mangiare mangiare Arte ha deciso di lanciare una nuova sfida, e far spazio alla pacifica competitività per selezionare gli ultimi 3 artisti del gruppo MAF- Museo Acqua Franca, a cui è dedicato uno spazio espositivo perenne.
Il premio intende al contempo dare la possibilità al vincitore di realizzare una sua Mostra personale tra gli storici spazi della Società Umanitaria, location prescelta per gli eventi artisti a Milano. Arte da mangiare mangiare Arte seguirà l’organizzazione della mostra e la promozione pubblicitaria, garantendo la partecipazione di esperti e storici dell’arte. Inoltre il premio sarà un’opportunità per conoscere gli artisti emergenti e creare una rete di collegamento in vista degli eventi 2018, quali il Festival Internazionale che nel 2017 ha vantato la presenza di 26 paesi partecipanti, e la Milano Design Week.
I primi 10 finalisti saranno presenti alla mostra collettiva che si terrà negli spazi della Società Umanitaria.
Il Premio si suddivide 5 sezioni:
1. Pittura e Disegno (SEZIONE A) 2. Arti grafiche Digitali (SEZIONE B) 3. Scultura e Installazione (SEZIONE C) 4. Fotografia (SEZIONE D) 5. Performance (SEZIONE E)
Sono accettate tutte le tecniche artistiche sviluppate su qualsiasi supporto, le opere non dovranno superare 100 cm per lato. Le iscrizioni sono aperte a tutti, senza limiti di età, sesso, nazionalità, orientamento politico e religioso. Sono accettate le iscrizioni di gruppi, collettivi e singoli artisti.
Ogni artista/gruppo può partecipare con una sola opera, è prevista una quota di partecipazione solo per coloro che saranno selezionati dalla commissione artistica. A tutti i candidati verrà rilasciato l’attestato di partecipazione riconosciuto dal Museo Acqua Franca, DepurArt Lab Gallery San Rocco e Società Umanitaria. Inoltre la partecipazione al premio darà la possibilità a tutti i partecipanti di presentare le proprie opere alla Commissione Artistica del MAF e della DepurArt Lab Gallery San Rocco per una possibile collaborazione in vista del 4° Festival Internazionale dei Depuratori 2018.
Premi
I premi sono così ripartiti:
1° Classificato – Partecipazione al 4° Festival Internazionale dei Depuratori 2018 con postazione dedicata all’interno del format e Mostra Personale presso la storica sede della Società Umanitaria di Milano – Chiostro dei Glicini.
2° Classificato – Partecipazione al 4° Festival Internazionale dei Depuratori 2018 con una sua personale opera sul tema della Purezza, DepurArt Lab Gallery San Rocco e mostra collettiva.
3° Classificato – Partecipazione al 4° Festival Internazionale dei Depuratori 2018 e mostra collettiva.
Inoltre i primi 10 classificati saranno ospiti con le proprie opere alla collettiva organizzata nei chiostri della Società Umanitaria.
I Vincitori avranno la possibilità di usufruire della promozione pubblicitaria del Movimento Arte da mangiare mangiare Arte che vanta una vasta rete di contatti con giornali, tv, esperti d’arte e critici.
Verrà realizzato un catalogo contenente le opere degli artisti partecipanti al Festival, saranno indette conferenze stampa per presentare gli artisti e i progetti in programma per il 2018. La biografia e il curriculum artistico degli artisti sarà inserito nel portale online di Arte da mangiare mangiare Arte.
Modalità di iscrizione:
L’iscrizione al premio è gratuita, inviando la propria candidatura e allegando scheda di iscrizione, fotografia dell’opera e cv artistico.
Nel caso di performance sono necessarie anche riprese video o immagini esplicative del progetto.
La quota di partecipazione è prevista soltanto previa selezione dell’opera da parte della commissione artistica. • Quota di partecipazione standard: 80 euro. • Quota per gli associati Arte da mangiare mangiare Arte: 50 euro • Quota per i giovani under35: 50 euro
Il materiale potrà essere inviato tramite una delle seguenti opzioni: • posta elettronica: info@artedamangiare.it con immagine formato JPG. • Posta ordinaria: all’indirizzo Via Francesco Daverio 7 20122 Milano presso Arte da mangiare mangiare Arte • Consegna a mano: Presso Segreteria Organizzativa Arte da mangiare mangiare Arte all’indirizzo Via Francesco Daverio 7 20122 Milano.
Giuria e curatori:
1. Vincenzo de Vera, Presidente Arte da mangiare mangiare Arte
2. Ornella Piluso, Direttore Artistico
3. Monica Scardecchia, Curatore
4. Piero Amos Nannini, Presidente Società Umanitaria
5. Roberto Borghi, Critico d’Arte
6. Maria Olga Caterina Greco, Critico e storico dell’arte
7. Anna Scaramuzza, Critico d’Arte
Saranno presenti critici d’arte e giornalisti.

Scrivi a info@artedamangiare.it ti invieremo la scheda di partecipazioneArtedaManigare

Comunicato stampa della mostra che si terrà a partire dall’1 giugno presso l’Umanitaria.

Giuditta R è una giovane artista siciliana. L’artista vive fuori dall’Italia da diversi anni, oggi risiede a Berlino dove lavora con l’attenzione della critica e dei collezionisti. La sua lontananza dalla città è un valore, per certi versi una garanzia del suo talento, e, forse, anche uno sprone per chi si occupa di arte nel piccolo mondo messinese. La  produzione di Giuditta R  si articola intorno ad una ricerca ormai consolidata. Ricerca tematica intorno a uno specifico immaginario con una tecnica precisa. I suoi lavori potrebbero essere inseriti nella categoria del ritratto, ma non si tratta di effigi naturalistiche o leziose, e non sappiamo il nome delle persone che popolano le sue opere. L’umanità rappresentata è sottoposta a un principio di distorsione espressionista, quasi caricaturale, ma il presupposto di questo esito formale è una intensa volontà di interrogare la natura umana. Molti dei personaggi rappresentati sembrano dei bambini, o degli adulti divenuti inquietanti pupazzi. In un’intervista realizzata per questa mostra, l’artista ha dichiarato che si tratta di rappresentazione delle parti interiori rimaste infantili, parti psicologiche che  rimangono dentro le persone adulte.  I suo lavori quindi funzionano come dei veri e propri scavi nell’inconscio umano, indagini psicosomatiche dove l’anatomia, la fisiognomica e le espressioni facciali restituisco un variegato mondo di traumi, vizi, tensioni e teneri slanci. La particolare tecnica esecutiva, un duttile bianco e nero  con matita, inchiostri, pigmenti e inserti, costruisce immagini dalla pastosità fotografica tipica di certe vecchie istantanee. L’effetto “antichizzante” trasforma queste immagini in reperti di cuilo spettatore non riesce a intuire il tempo storico, ma che, a ben guardare, rivelano nei dettagli glitterati l’estetica della contemporaneità. Lo spettatore è  travolto “dall’effetto memoria”, instradato anche dalle pose nettamente fotografiche dei soggetti (la serie Butterflies). Le domande diventano automaticamente quesiti su chi eravamo e chi siamo oggi, in un “mirror effect” che ci riporta prepotentemente all’atmosfera familiare e domestica dove si è formato il nostro carattere, tra gioie, vergogne e indistinte inquietudini. Accanto a questi soggetti c’è anche una serie che sembra discendere dal cinema thriller e horror (Vanessa’s Room), tuttavia non si tratta di citazioni ma di metafore, una messa in scena di ciò che dentro la coscienza rimane ancora inespresso, incerto e monco, in via di definizione: una rappresentazione del viaggio dell’anima umana nel suo disvelamento, ma anche una consapevole dichiarazione dell’artista che sa quale percorso è stato intrapreso e quali sono gli elementi che lo animano. Certamente si tratta di immagini che possono suggerire un certo senso di oscurità ma l’apparentamento è più con la fiction cinematografica, e il gioco catartico e sublime del noir, che con un reale disagio.

Giuditta R  è una regista molto abile nel costruire senza calcare la mano questo “mood” palpitante e poetico, complice una dichiarata passione per il cinema e la fotografia (Witkin, Olaf, Ballen), e per l’arte di Ensor, Giger e Bacon, maestri dell’espressionismo e dell’inquietudine contemporanea. Punti di contatto si possono trovare anche con certa fotografia siciliana del secolo scorso (Angelino Patti e Calogero Franchina), oltre che con l’immaginario surreale di Günter Grass, autore di quel “Tamburino di Latta” da cui sembrano provenire anche i personaggi delle opere di Giuditta R.  Le assonanze finiscono qui. L’artista, pur nella giovane età, ha maturato una grande e originale efficacia comunicativa, la densità emotiva delle sue opere lascia frastornati, la dedizione e l’organicità della sua ricerca sono testimoniante dal lungo arco di tempo (2009 ad oggi) in cui si è cimentata nella costruzione del suo universo espressivo. La ricchezza estetica e psicologica delle sue opere recentemente ha trovato un’altra accattivante frontiera d’indagine nella moda, grazie alla collaborazione col designer giapponese Keisuke Hirose. La trasposizione dell’immaginario di Giuditta R nelle tre dimensioni dell’abito suona assai convincente e fa presagire ulteriori sviluppi per un’artista di cui certamente si sentirà ancora a lungo parlare.

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